EMOZIONATI ALLA VITA (videopoesia)

https://www.imdb.com/title/tt28419181/?ref_=nm_flmg_t_1_wr

In concorso ai David Di Donatello 2024

NOTE DI REGIA

 EMOZIONATI ALLA VITA – filmpoesia, tratto dalla raccolta di Lucia Fiscato, fa parte del progetto Cinepoesia di Teatroformattivo. Pasolini conia il neologismo cinèma per indicare il segno linguistico visivo. Il grafèma nella poesia simbolista alludeva al fonèma, alla musicalità e alle capacità evocative che si ottenevano dal suono delle parole e dai loro nessi. Il cinema racconta invece per segni visivi: cinèmi. Nel progetto Cinepoesia i cinèmi derivano da grafèmi e devono l’esistenza e la logica alle vertebre della poesia, alla coerenza strutturale che prende vita dalla penna del poeta.
La penna di Lucia Fiscato disegna con semplicità l’essenza della vita, che accomuna ognuno di noi grazie alla forza dei valori più profondi, il rapporto con la natura, lo scorrere del tempo, gli affetti veri, la speranza nel futuro. Trasformare il potere dei grafémi della Fiscato in cinema è dunque impresa ardua, perché i temi universali trattati richiederebbero cinémi altrettanto universali, addirittura metafisici. La mia scelta registica, avendo potuto studiare a fondo i testi della Fiscato, avendoli anche narrati nell’audiolibro omonimo, è quindi prettamente metafisica e simbolica. A partire dalla scelta di ambientare il cortometraggio in tre differenti location: la spiaggia di Subic Bay, nelle Filippine; le strade della periferia di Phnom Penh, in Cambogia e gli interni di un hotel di Safaga, in Egitto, e dell’utilizzo continuo di dissolvenze che sovrappongono sempre due piani in un “contrappunto visivo” suggestivo e straniante. Il mio obiettivo è proprio questo: spiazzare lo spettatore portandolo a scegliere su quale piano indirizzare il focus dello sguardo: le due immagini sono intrecciate, mischiate ed è lo spettatore stesso a decidere autonomamente quale mettere a fuoco. Il cortometraggio si apre quindi su una cascata che rappresenta la potenza della natura, sulla quale appare in dissolvenza il personaggio dell’Esploratore, che cammina sulla costa. Sono questi gli elementi della poesia CAMMINO: l’acqua che scorre e il cammino dell’Esploratore inteso come percorso di scoperta e conoscenza. L’Esploratore giunge su una spiaggia dell’isola filippina dove un gruppo di ragazzi autoctoni gioca a rugby, sulle parole della poesia AMICIZIA. Sono giovani e spensierati, pieni della semplicità di luoghi dove si è felici con poco e si è legati ai valori semplici della vita, di cui spesso ci dimentichiamo trascinati dal vortice artificiale dell’Occidente consumistico. Sulle parole di ANGELO, vediamo l’esploratore avviarsi all’orizzonte e voltarsi all’improvviso,  come richiamato da un pensiero: uno stacco ci porta nella lussureggiante ambientazione di un Grand Hotel egiziano. Qui una misteriosa Ragazza in Rosso attende qualcosa o qualcuno, pensierosa. Forse lo stesso Esploratore, che nel frattempo è già in viaggio su un caratteristico Tuk Tuk, nelle strade della periferia di Phnom Penh, in Cambogia. Sulla narrazione delle poesie EMOZIONE ed EMOZIONI la Ragazza in Rosso compie un percorso di evoluzione, avviandosi verso le scale  e  la MDP, come un angelo custode dapprima la segue fino a quando è pronta a lasciarla andare. La Ragazza in Rosso affronterà da sola la salita della sua evoluzione uscendo dall’inquadratura,  mentre la MDP si muoverà verso il mosaico del sole, che in dissolvenza si trasforma nell’infinita distesa del mare, perché è l’acqua con il suo scorrere il vero leit motiv di Emozionati alla Vita. L’acqua rappresenta la Vita e il suo continuo rigenerarsi. L’acqua è anche lo sfondo della piscina dove la Ragazza in Rosso, che ha ormai superato ogni limite della mente balla solitaria sulle parole della poesia GIOCO e vive l’istante, è libera e in armonia con la sua esistenza, pienamente nel QUI ED ORA. A questo seguirà il livello generativo più alto del nostro viaggio esistenziale, la missione che ci porta oltre noi stessi, simboleggiata dalla nascita di un nuovo essere umano, che ho messo in scena sulle parole della poesia GIOA. E’proprio sul sorriso della donna incinta in dissolvenza sull’acqua che si conclude il cortometraggio sperimentale, con la speranza che il cinéma, proprio come il graféma di Lucia Fiscato, permetta allo spettatore di emozionarsi alla vita.

Gianluca Testa